DI UN MESE PASSATO VELOCE
Accidenti, mi sono un po' persa in queste ultime settimane e non ho riportato alcuni eventi salienti.
Iniziamo con la riorganizzazione dei gruppi classe: adesso le persone di livello più alto hanno lasciato la scuola (o avrebbero dovuto farlo, perché c'è chi continua a venire) e abbiamo, finalmente, due gruppi quasi omogenei (rullo di tamburi, ma durerà pochissimo!).
Il nostro P. ha iniziato a frequentare il CPIA e così non viene più a scuola.
I. ha incontrato T. al cambio gruppo e si è preso una cotta, tanto da costringere un altro compagno a restare anche alla lezione successiva sparandosi 3 ore di lezione che nemmeno all'università reggevo. Ovviamente non ha proferito parola con T., ma la settimana successiva si è presentato a scuola con un quintale di profumo addosso e del cibo per fare colpo. Purtroppamente T. era assente, ma noi abbiamo gradito il cibo assai!
H. ha compiuto 28 anni, festeggiati gloriosamente con Monster, arachidi, palline di gelato, una birra, qualche CocaCola e altri dolcetti procacciati da lui. Noi abbiamo contraccambiato con la preparazione di una corona di carta con la quale l'abbiamo proclamato re della scuola. La corona è ancora in classe e ogni giorno qualcuno se la mette (o me la mette). E meno male che siamo una scuola di adulti :-)
Ieri 25 novembre. Nel secondo gruppo siamo solo donne. Ascoltiamo Canción sin miedo in italiano e leggiamo il testo. Poi iniziamo a parlare. Perché deve tremare la Chiesa? Perché devono tremare i giudici? T. mi dice che quando si sposerà il marito non dovrà permettersi di dirle cosa fare o no perché lei lo sa già. Lei sa che la donna è un po' inferiore all'uomo, è soumise, dice. F. dice che non siamo inferiori proprio a niente. T. continua citando la Bibbia e la natura. Mi perdo un po' nei pensieri, mi dico caspita, per qualcun3 ancora non è chiaro, nemmeno se su di sé ha vissuto tutte le oppressioni del mondo. Vorrei restare in silenzio e lasciarla parlare ma poi mi tornano in mente le parole di questa gente qui (visita e sostieni se puoi!) e una riflessione di poche settimane fa sul "meaningful engagment" che fondamentalmente evitiamo quando vittimizziamo o stereotipiamo le persone. Penso che questa conversazione con T. sia quella che faccio con una sorella e così, con la mia proverbialissima capacità di mediare tra ciò che penso e ciò che dico, appena conclude con la frase "Dio e la natura hanno fatto la donna un po' inferiore" le rispondo: "Beh allora quando qualcuno dice ho la pelle bianca e tu nera, è la natura che ci ha fatte così, quindi tu sei inferiore sei d'accordo"? F. scoppia a ridere. T. mi risponde serissima "No, questa cosa del colore la dicono le persone, non la Bibbia". Siamo lì, in un confronto vero, aperto, autentico. Due donne, due idee diverse che parlano. Per me è stato potente. Concludiamo con F. che ci racconta che suo padre, in Afghanistan, ha studiato e quindi lei ha fatto ilcazzochehavoluto, e che anche suo marito ha studiato, così come tutta la sua famiglia. Ma ci racconta che le donne non se la passano affatto bene. T. ci guarda esterrefatta e chiede "Ma come fa allora una madre a parlare con sua figlia se le donne non possono far sentire la loro voce?". E così è andata anche questa giornata, anzi guardiamo l'orologio e ci accorgiamo che sono le 12.45, un quarto d'ora oltre al nostro orario. Sono già in ritardo, ma in testa canticchio insieme siam partit3, insieme torneremo, non una, non una, non una di meno!
Stamani ho una mattinata libera e, prima di mettermi a preparare le lezioni, ho pensato di fissare su questa piattaforma qualche ricordo, perché il tempo va veloce e la mente è birbante. Voglio ricordare.
Commenti
Posta un commento